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31/03/17 - Cantiere CAMUFFO

CAMUFFO dal 1438 - Sei secoli di Costruzioni Navali -

 

GLI STRADIVARI DEL MARE

 

"Guardate che signor mobile, bello, massiccio robusto, eppure provate a metterlo in giardino, esposto alle intemperie e provate a vedere quanto dura; e poi esponete una qualsiasi mia realizzazione e vedrete, questa è la differenza, non costruisco mobili, io sono un carpentiere." cit. MARCO CAMUFFO


Ecco sintetizzata l'unicità del cantiere più antico al mondo, la massima perfezione, intransigente e maniacale, nella scelta dei materiali, così come nell'esecuzione delle lavorazioni, in questo caso possiamo affermare: assolutamente senza compromessi.
Il braccio destro del maestro d'ascia Marco, assunto ancora da suo padre Luigi, il mago che ebbe l'intuizione, agli albori della realizzazione dei primi M.A.S. di cui fu partecipe, della navigazione planante, in sala macchine, con un sorriso al tempo timido, ma orgoglioso, mostra con quali criteri installa gli impianti: lui deve arrivare, in qualunque momento e in qualsiasi modo, al dispositivo installato e poterlo rimuovere semplicemente così come lo ha montato; sembra proprio di vedere come sono realizzate la pressoché totalità delle altre attuali imbarcazioni in legno.
Quanto costa acquistare, dai pochissimi fornitori attuali, tavolame delle più esclusive essenze, e lasciarlo esposto all'aperto, per anni, e poi scartare senza pietà, per utilizzare solo il meglio del meglio, come fosse per l'assemblaggio del più prezioso degli strumenti musicali, ognuno perfetto, unico e inarrivabile.
Solo da queste premesse si può comprendere cosa significa respirare quell'atmosfera unica che si percepisce salendo a bordo di uno di questi gioielli.
Ma forse l'emozione più forte, a parte la navigazione, morbida e sicura come sui binari, a velocità incredibili, è quella di salire a bordo di una realizzazione Camuffo di oltre 30 anni, magari passata di mano più volte, e cogliere ogni più intima essenza, trasferitaci per mezzo di un insieme di sensazioni che impegnano tutti i nostri sensi, lasciandoci al contempo ammirati e un po' storditi, e così poter ripensare all'affermazione: "ma io sono un carpentiere!"